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Le origini del villaggio

Nel XVII secolo troviamo fra i baroni di Senis un Antonio Nin (1662-1689), persona religiosissima, cugino di tre presuli sardi; forse in suo onore venne posto un simulacro di Sant'Antonio Abate nei pressi di un pozzo: in questo scenario è sorto il villaggio di "Sant'Antonio de Funtana Coberta". Furono i viaggiatori che nell'800 attraversarono la Sardegna che, intrattenutisi più volte nel villaggio di S. Antonio, nei loro appunti di viaggio descrissero ciò "che videro e quanto appresero dalla viva voce della gente"; i più noti fra essi furono Vittorio Angius, Alberto Ferrero della Marmora e Giovanni Spano.

Da una relazione del 1849 di Vittorio Angius apprendiamo che nel 1702 alcuni abitanti del villaggio di Baressa, essendosi recati nelle vicinanze per raccogliere legna, ritrovarono presso una sorgente un simulacro di S. Antonio Abate. A seguito di questa scoperta, essendo vivo nella popolazione lo spirito religioso, si intraprese subito la costruzione di un oratorio nel luogo del ritrovamento, lo stesso dove ora si trova la chiesa parrocchiale. Attorno alla chiesa sorsero le prime case sul tipo delle "cumbessias" e quando alcune famiglie vi si trasferirono definitivamente ebbe principio l’attuale popolazione, i terreni feudali furono utilizzati e attorno all'Oratorio trovarono sepoltura i primi defunti.

Il paese prese il nome di S. Antonio de Funtana Coperta. Un ulteriore testimonianza ci viene dal libro cronistorico della parrocchia di Villa S. Antonio. Questo riporta fatti e avvenimenti della comunità ecclesiale a partire dal 1900. Il libro non va oltre il racconto di questi fatti, ma ci pare di capire che, come per l'origine della Basilica di Bonaria a Cagliari e della chiesa di N.S. della Neve a Cuglieri, anche per la costruzione dell'Oratorio di S. Antonio sia intervenuto un fatto meraviglioso: la scoperta della statua del Santo e il desiderio della popolazione di costruire una chiesa in suo onore.

Anche uno studio dello storico oristanese Giuseppe Pau convalida la leggenda del pozzo nei pressi del quale sarebbe stata rinvenuta una statua di San Antonio Abate. Lo studioso cita le dichiarazioni dei più vecchi del paese a testimonianza della presenza all'interno della chiesa di un pozzo che, ridotto a una modesta vaschetta, avrebbe raccolto le acque di una polla sorgiva esempio di un culto antichissimo che fondeva la devozione per il santo con la fede nei poteri terapeutici dell'acqua.

 
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