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Il perriodo romano

Brocchetta di epoca romana

 

Nel territorio di Villa Sant'Antonio la presenza romana è testimoniata da ben quattro insediamenti abitativi situati sia a nord sia a sud del paese; a nord in zona Pranu Cilixia, nei pressi del nuraghe Perra, e in zona Sa Sedda 'e s'aurras di monte Padrillonis; a sud in zona di Funtana Menta, nei pressi del nuraghe Spei e sulla riva sinistra del rio Imbessu , dove attualmente si trova il nuraghe Su Mogoru, è stato individuato l'antico villaggio di Mogoro.

Uno dei grandi pregi della dominazione romana è costituito dalla fitta rete stradale che ha consentito di evitare l'isolamento dei centri più interni del territorio sardo. Strade commerciali, vie militari, strade costiere e strade di penetrazione a carattere locale univano il nord con il sud della Sardegna, consentendo lo scambio dei prodotti, il miglioramento della società e la diffusione della lingua latina dappertutto, compresa la Barbagia.

Una delle vie più note a carattere militare e locale era senz'altro la "Forum Traiani - Colonia Julia Uselis - Valentia". Partendo da Forum Traiani la strada si inerpicava fino a raggiungere Allai dove, attraversato il ponte romano, si raggiungeva Barbariana, nome recato da una curatoria medioevale. Da qui, passando attraverso la  sede di un antico insediamento sorto col nome di Gennana (o Ghentiana) e di una chiesetta bizantina dedicata a San Teodoro, si puntava dritto su Ruinas.

La tappa successiva era la "statio" del pozzo di Sant'Antonio, noto col nome di "Funtana" . Nel 1500 erano qui visibili i ruderi di un paese ormai estinto, come pure era spopolato il villaggio di Mogoro, poco distante, di cui ci resta qualche traccia nel nuraghe "Mogoro", sito nella campagna della Barlagiana. Il mistero di questi villaggi spopolati non è stato mai chiarito: peste o malaria? Epidemia oppure assalto e saccheggio da parte dei popoli della Barbagia? Furono gli abitanti di Mogoro i fondatori del villaggio di Mogorella, ossia "piccola Mogoro"?

La strada proseguiva e si raggiungeva la "statio" di Santa Lucia. Qui le tracce romane sono ancora più evidenti: un pavimento in "opus signinum" e varie iscrizioni funerarie di età imperiale sono state notate dallo Spano nel secolo scorso. In zona è stata individuata una necropoli ed un edificio termale con calidarium absidato.

Successivamente in età bizantina o vandalica, è stata costruita una chiesa dedicata al santo cavaliere San Giorgio. Ancora oggi iscrizioni romane sono incorporate fra la muratura della chiesa campestre di Santa Lucia. La strada subiva qui una biforcazione; proseguendo sulla destra si raggiungeva la fonte di San Pietro, ai piedi di un antico nuraghe a cui si aggiungerà in epoca medioevale la chiesetta di "Sancti Petri de villa Solu". Da qui al alla colonia romana di Uselis il passo era breve e agevole con l’ultimo tratto in salita verso la collinetta di Santa Reparata. La strada sulla sinistra di Santa Lucia si inerpicava per colline sempre più ripide, si superava Genadas (villaggio scomparso nel XIV sec.) e si raggiungeva Genoni e poi Valentia, postazione militare di grande rilievo per il controllo del centro-Sardegna.

Risorse correlate

Lucerna di epoca romana con decorazione a basso rilievo di una gallina
 
 
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