Referendum costituzionale del 29 marzo 2020: elettori temporaneamente all'estero

07 febbraio 2020

Ferme restando tutte le norme vigenti che prevedono l’inserimento d’ufficio in elenco degli elettori dei residenti all’estero, con l’art. 4-bis della legge 27 dicembre 2001, n. 459, come inserito dalla legge 6 maggio 2015, n. 52, viene ora riconosciuto a regime per le elezioni politiche e i referendum nazionali il diritto di voto per corrispondenza nella circoscrizione estero – previa espressa opzione valida per un’unica consultazione – agli elettori italiani che per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione elettorale, nonché ai loro familiari conviventi.

L’opzione per il voto per corrispondenza deve pervenire al comune di iscrizione nelle liste elettorali entro i 10
giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali, con possibilità di revoca entro lo stesso termine.
In considerazione dell’esigenza di garantire l’esercizio del diritto di voto costituzionalmente tutelato, i comuni considerano valide le opzioni che perverranno entro il trentaduesimo (32°) giorno antecedente la votazione (26 febbraio p.v.), ovverosia in tempo utile per la immediata comunicazione al Ministero dell’Interno.
L’opzione può essere inviata per posta, per telefax, per posta elettronica anche non certificata, oppure può essere recapitata a mano al comune anche da persona diversa dall’interessato. Il modello è allegato a questo avviso.